Angio TC Coronarica Revolution con studio FFR-CT.

La Tac coronarica è l’unico test che permette di analizzare in modo diretto e non invasivo le coronarie, le arterie che irrorano il muscolo cardiaco, per verificare che non ci siano ostruzioni.

La AngioTC Coronarica non permette soltanto di identificare la presenza di placche aterosclerotiche coronariche ma di localizzarle nella loro sede e di misurarne il loro grado di stenosi oltre che tipizzarle anatomopatologicamente con risvolti  importanti ai fini predittivi e terapeutici.

Sempre più sicura per i pazienti, con una quantità di radiazioni vicina allo zero e una dose limitata del mezzo di contrasto.

Nella malattia coronarica, le più recenti Linee guida raccomandano di decidere se e quale trattamento adottare soltanto dopo aver valutato non solo la collocazione anatomica e le dimensioni di una stenosi causata da una placca aterosclerotica, ma anche il suo significato funzionale, cioé l’effettiva entità della limitazione del flusso sanguigno coronarico determinata da tale lesione.

Con l’angiotc coronarica oggi e’ possibile non solo conoscere anatomicamente le coronarie e la tipologia anatomopatologica delle  placche in esse presenti ma anche valutare il loro grado di alterazione  alla funzione circolatoria coronarica a valle della lesione   mediante la misurazione della ffr-ct (fractional flow reserve o riserva frazionale di flusso).

La FFR è il rapporto tra la pressione media a valle di una stenosi e la pressione media a monte della stessa durante la massima iperemia. In presenza di stenosi, esprime la frazione di flusso coronarico preservata nonostante la lesione.

In altre parole, la FFR misura direttamente il gradiente pressorio a monte e a valle della stenosi per misurare indirettamente il flusso transtenotico. Il principio fisiologico di base è la proporzionalità della pressione con il flusso che si realizza in condizione di massima iperemia. In termini matematici, la FFR è definita dal rapporto tra pressione a valle della stenosi e pressione aortica. In condizioni di vasi coronarici normali, esenti da lesioni ostruttive, il valore di FFR è pari a 1. Valori <1 indicano la presenza di lesioni aterosclerotiche, e secondo gli studi più recenti il cut-off di riferimento (al di sopra del quale una lesione è da ritenersi emodinamicamente non significativa), è FFR= 0.80.

Fino a ieri, la FFR poteva essere misurata soltanto con angiografia coronarica, con il risultato paradossale di dover comunque ricorrere a un intervento invasivo e relativamente costoso, che espone tra l’altro il paziente a un’importante dose di radiazioni, per decidere se effettuare o meno un trattamento invasivo come l’angioplastica percutanea.

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